Perché sei qui?

Se sei arrivato qui è perché, come me, ami la musica.

Se proprio fossi come me, certo, saresti abbastanza selettivo: ti piacerebbe ascoltare soprattutto canzoni nella tua lingua, l’italiano, per il bisogno di capire quello che i testi dicono.
La selettività, poi, merita un discorso a parte. Anche tu, come me, hai visto più di 60 concerti dello stesso artista? Marco Masini, ringraziami! Me lo merito.

Se veramente mi assomigliassi, poi, avresti preso lezioni di pianoforte per anni. Saresti pure stato discretamente bravo, se solo non ci fosse stato l’obbligo di contare mentre si suona.
Ma non si può andare così, a sentimento?
Discorso diverso, invece, per la chitarra. Io l’ho comprata, ho provato a studiarla, ho guardato lezioni su YouTube per ore. Risultato? Nessuno. Siamo d’accordo che il pianoforte è nettamente più semplice da suonare?

Quello che, invece, al 99.9% non possiamo proprio condividere è il perché del nome del sito.
Ci insegnano da bambini che le note sono sette: Do, Re, Mi, Fa, Sol, La, Si. Mica esiste questa nota, il ‘Di‘.
Beh, questo lo dite voi.

Sebbene a me piaccia tantissimo mettermi davanti ad una pagina vuota di word/wordpress a scrivere cose, nella vita (come forse si può facilmente dedurre dai risultati, peraltro) questo non è il mio lavoro.
Da oramai quasi 10 anni sono una TNPEE per scelta e un Tecnico ABA-VB per vocazione. In termini spiccioli? Sono una riabilitatrice per bambini specializzata nel trattamento dell’autismo.
E questo che c’entra col nome del sito? Un attimo, ora ve lo dico…!

Nel lontano 2014 la mia vita è cambiata quando ho preso in carico un bambino di, allora, nemmeno 2 anni. Oltre a tutto quello che questo piccolo principe ha di meraviglioso (e non, ha il suo bel caratteraccio!), c’è una cosa di cui lui è dotato che vorrebbe avere chiunque sia in grado di strimpellare qualcosa qua e là: l’orecchio assoluto.

Non volevo crederci nemmeno io, che invidia! Così mi sono messa a ‘testarlo’. Nel valutare questo orecchio assoluto, per accertarmi che fosse reale e che non avesse trovato il modo di fregarmi, come fa sempre, ho voluto fare a questo bambino un piccolo scherzetto.
Nella mia testa, forse non troppo gentilmente, ho pensato ‘ah ah, lui conosce le sette note, ma cosa ne sa del nome dei tasti neri? Cosa ne sa del diesis e del bemolle? Voglio vedere se riconosce la differenza di queste note dalle altre, voglio vedere cosa si inventa!’.
Cosa si è inventato?

Si è inventato che, al suono del Si bemolle, il tasto nero tra il Sì e il Do, lui è stato in silenzio per qualche secondo, a fissare il vuoto e, proprio mentre io dentro di me già stavo esultando per esser stata io a fregarlo per una volta, ha detto ‘Di Bemolle!’.
Certo, non poteva che essere il Di la nota tra il Do e il Si.
Certo, non poteva che vincere lui, anche stavolta.
Certo, questo sito non poteva che chiamarsi così.

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